Sentiero Natura sulle acque termominerali di Calda “Noi come l’acqua”

Il sentiero natura “Noi come l’acqua” è stato realizzato dal CEAS Il Cielo di Indra, dall’associazione culturale ArtePollino, dalla cooperativa sociale Ambrosia, insieme agli studenti del Liceo Scientifico di Latronico e in collaborazione con il Comune di Latronico. Partner del progetto le Terme Lucane srl e la Confartigianato di Basilicata.
Il progetto è stato realizzato grazie al cofinanziamento della regione Basilicata nell’ambito del programma Epos 2010 – 2013 che è un programma finalizzato a sostenere progetti per l’educazione e la promozione della sostenibilità ambientale.
La realizzazione del progetto ha visto il coinvolgimento di molte persone e di molti enti che, a vario titolo, hanno fornito informazioni o immagini.
Il sentiero natura si snoda lungo il percorso delle acque termominerali di Calda per dare risalto a questa specificità del territorio di Latronico, far conoscere le acque, le loro proprietà ma anche il luogo dove nascono, Monte Alpi, una delle cime che caratterizzano il Parco Nazionale del Pollino. Monte Alpi è forse tra le montagne del Pollino meno conosciute, se non tra gli studiosi, eppure piena di fascino. Dalle piogge che si infiltrano nella montagna escono fuori, dopo un lunghissimo e profondissimo viaggio, nella frazione di Calda, le acque termominerali. Delle acque si conoscono le proprietà e i benefici ma della montagna si sa molto meno, quindi l’intenzione era di far conoscere questo territorio prima di tutti a chi vi abita. In secondo luogo attrezzarlo in modo da renderlo fruibile anche ai possibili visitatori.
Sentiero natura vuol dire un percorso con punti di sosta in prossimità di zone particolarmente rilevanti. Il sentiero che abbiamo realizzato non mette in risalto solamente l’aspetto naturalistico del luogo, ma anche quello archeologico delle grotte di Calda, quello storico legato alla presenza di alcune costruzioni lungo il percorso, come la sorgente Fontanelle, oppure la centrale idroelettrica di Calda oramai in disuso ma che in passato ha dato un ruolo rilevante al nostro comune per la fornitura di energia elettrica in tutta la zona, così pure la presenza dell’ex stabilimento termale oggi Museo del Termalismo, ma anche l’aspetto culturale legato alla transumanza e quello artistico legato all’opera site specific Earth Cinema di Anish Kapoor. Insomma è un sentiero costruito in modo da permettere al visitatore di guardarsi intorno e cogliere la natura, la storia, l’archeologia, la cultura e le tradizioni del posto.
Punto di forza del progetto è stato l’ampio partenariato e la collaborazione di tante persone. Seguendo quella che è la linea del CEAS, e degli amici della rete coinvolti, si è scelto di lavorare utilizzando una metodologia partecipata, coinvolgendo gli studenti del Liceo di Latronico nella costruzione del sentiero, nella scelta delle tappe e nella stesura dei testi. Insieme a loro abbiamo individuato 20 tappe, per un totale di circa 15 km. Un sentiero articolato molto ricco di spunti: dalla botanica alla mitologia, alla storia, all’arte, alla tradizione ecc. Si è trattato di un lavoro piuttosto lungo, fatto di incontri in aula, approfondimento e progettazione, e di uscite sul territorio, su Monte Alpi e nella frazione di Calda; i ragazzi hanno approfondito lo studio dell’idrogeologia di Monte Alpi, hanno studiato alcune piante presenti ma anche alcuni aspetti storici, culturali che appartengono al territorio.
Ci premeva dare la possibilità ai ragazzi, ma anche ai visitatori, di avere una visione ampia sulla risorsa acqua. Il nostro CEAS ha scelto, infatti, di mantenere sempre uno sguardo allargato sul mondo, lo abbiamo fatto fin dalla scelta del nome: Cielo di Indra vuol dire una visione del mondo concatenata, una visione che vede tutti gli elementi presenti nell’universo legati uno all’altro. Perciò era per noi quasi impossibile concepire un lavoro che nascesse e finisse a Latronico. Così, oltre a intervistare persone che vivono in altri comuni che condividono con noi l’appartenenza a questa montagna, abbiamo deciso di confrontarci con alcune persone richiedenti asilo, provenienti da Africa e Asia. Lo abbiamo fatto perché durante la fase di progettazione Latronico stava ospitando momentaneamente alcune persone costrette a scappare dal proprio paese, anche a causa della scarsità di acqua. Ci piaceva l’idea di creare un contatto con questi migranti, un contatto vero che prendesse in considerazione la loro storia. Nel momento in cui il progetto è stato approvato queste persone erano già state trasferite a Missanello, ma noi siamo andati a cercarli lì perché credevamo fortemente in questa opportunità. E così, grazie al CARA, al direttore Mimmo Bianco e ai suoi operatori che si sono mostrati disponibilissimi, siamo riusciti a incontrarli per due volte. Ed è stato forse quello il momento che ha visto i ragazzi maggiormente coinvolti, quando hanno ascoltato le loro storie, hanno sentito parlare di guerra e scarsità d’acqua, hanno avuto modo di confrontarsi con persone poco più grandi di loro ma con storie ed esperienze totalmente diverse.
Nella seconda fase di lavoro abbiamo progettato pannelli e brochure, i ragazzi hanno scelto il nome del sentiero. Il bisogno di reperire notizie ci ha portato nella Biblioteca Comunale.
Una volta completato il lavoro di ricerca i pannelli sono stati mandati in stampa e allestiti lungo il sentiero.
Il progetto è stato inserito nel programma della Settimana Unesco 2011 dedicato all’acqua.

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