PiediPoetiBus è’ un progetto del CEAS Il Cielo di Indra che mira a modificare i comportamenti delle persone, in particolare degli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado e delle loro famiglie, senza escludere il resto della comunità; per farlo intende utilizzare i linguaggi artistici, nello specifico quella che viene definita “poesia di strada”, mediante la quale si vuole comunicare, e diffondere nella comunità di Senise, un messaggio di sostenibilità: l’invito a muoversi a piedi anziché in auto.
Rispetto al passato noi ci muoviamo molto meno, trascorriamo molto tempo seduti, a scuola, in casa, in auto. Questo ovviamente non fa bene alla nostra salute. Se tutti gli abitanti del pianeta si muovessero di più a piedi, in bici o, al massimo, con i mezzi pubblici anziché in auto avremmo meno problemi di traffico e quindi di inquinamento o, forse, non in forma così grave. Se in un città è più difficile spostarsi a piedi, nei nostri paesini è diverso, basta uscire di casa dieci minuti prima. E invece è oramai diventata pratica quotidiana, anche nei piccoli centri, andare a scuola in macchina o con lo scuolabus. Da qui nasce l’idea di proporre un progetto per aiutare le famiglie ad affrontare questo problema e attuare un cambiamento necessario.
Il PiediPoetiBus è un mezzo che non ha bisogno di ruote, né di motori e carburante, ma solo di piedi che hanno voglia di camminare e stare bene, di occhi attenti e desiderosi di osservare e lasciarsi stupire; un “mezzo di trasporto” speciale, completamente gratuito, sicuro e sostenibile. Il PiediPoetiBus ha la funzione di educare i bambini all’autonomia ed è il mezzo attraverso il quale i più piccoli si fanno educatori degli adulti, “veicolo” di un’azione collettiva di cittadinanza attiva e responsabile.
Si tratta di un percorso urbano, lungo il quale viene allestita la segnaletica per indicare la direzione e le soste, la cui caratteristica principale è quella di contenere messaggi poetici legati al cammino. Il PiediPoetiBus funziona come un normale scuolabus, con fermate, orari, accompagnatori e autista, ma con l’unica, fondamentale, differenza che si muove a piedi, non inquina, fa bene alla salute, all’ambiente e alle relazioni. Una volta attivato il PiediPoetiBus, un gruppo di volontari (genitori, nonni e semplici cittadini) secondo un calendario e una turnazione ben precisa, accompagnano i bambini che hanno aderito all’iniziativa a scuola a piedi. Bambini e accompagnatori sono dotati di gilet e cappellini catarifrangenti. Con l’inaugurazione del PiediPoetiBus viene dato il via ufficiale al Trofeo PiediPoetiBus, ovvero una gara tra i bambini che conquistano punti per ogni “viaggio” effettuato. Al termine della sperimentazione viene premiato il bambino che avrà contribuito maggiormente al benessere proprio e della collettività.

Azioni principali

  • Incontro con famiglie, scuola e amministratori. Presentazione e condivisione del progetto;
  • Avvio dei laboratori rivolti ai ragazzi di scuola secondaria di primo grado per la scelta delle poesie;
  • Individuazione del percorso;
  • Progettazione, realizzazione e allestimento della segnaletica verticale;
  • Formazione del gruppo di accompagnatori volontari;
  • Inaugurazione e avvio del PiediPoetiBus e del trofeo. Questa azione coinvolge bambini della scuola primaria, i genitori e i tutti i volontari.

Il progetto PiediPoetiBus è stato sperimentato, tra il 2015 e il 2017, in tre Comuni della Basilicata:

  • nel 2015 nel Comune di Senise, dove il CEAS Il Cielo di Indra ha collaborato con l’Istituto Comprensivo “Nicola Sole” e con molti volontari/accompagnatori che hanno messo a disposizione il proprio tempo. Il progetto è stato realizzato grazie al finanziamento dall’Ente Parco Nazionale del Pollino, nell’ambito dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di progetti di Educazione Ambientale destinati alle scuole primarie e secondarie dei Comuni del Parco.
  • nel 2017 nei Comuni di Montemurro e Spinoso. Qui il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Abate Antonio Racioppi e con i genitori, sostenuto finanziariamente dall’Ente Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.

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