Ciascun Centro ha lavorato negli istituti scolastici di ogni ordine e grado con attività di sensibilizzazione verso la tutela ambientale. Tutti i soggetti hanno affrontato la tematica dell’acqua attraverso l’attivazione di percorsi partecipativi. Il CEAS La luna al guinzaglio//il Salone dei Rifiutati, a conclusione dei percorsi, ha tradotto in installazioni i lavori portati avanti da ciascun Centro, dando vita a un allestimento interattivo, con particolare attenzione all’utilizzo dei diversi linguaggi al fine di rappresentare i molteplici e affascinanti volti dell’acqua.
Il progetto mirava, infatti, alla realizzazione di una mostra collettiva per raccontare l’acqua attraverso un linguaggio nuovo, artistico, e, soprattutto, con una modalità interattiva. Ciascun CEAS coinvolto, occupandosi di un aspetto specifico, ha contribuito alla realizzazione di un’opera, realizzata grazie al lavoro svolto con i ragazzi in classe. La mostra, pensata per essere itinerante e poter accogliere il maggior numero di visitatori, ha fatto tappa al Museo Provinciale di Potenza dal 16 marzo al 1 aprile 2013; dal 3 all’8 aprile 2013 presso la sede del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, a Marsico Nuovo; dal 10 al 16 aprile 2013 presso la sede dell’Ente Parco Nazionale del Pollino a Rotonda. Il 22 marzo 2013, giornata mondiale dell’acqua, tutti i Ceas coinvolti nel progetto si sono ritrovati a Potenza, presso il Museo Provinciale per l’inaugurazione ufficiale, alla quale erano presenti anche gli altri partner, come ad esempio Acquedotto Lucano, e le istituzioni.
Il progetto, per come era articolato, ha richiesto una lunga fase di preparazione e di incontri tra i partner, durante la quale è stato dedicato molto tempo alla programmazione, alla ricerca metodologica, allo studio di alcuni testi di riferimento e alla ricerca in internet. Da questo lavoro, nei mesi successivi, è scaturito il programma didattico, sottoposto poi al gruppo di lavoro allargato, e degli strumenti didattici, oltre a quelli per il monitoraggio e l’osservazione del lavoro.

ACQUA E DIVERSITA’ CULTURALE – CEAS IL CIELO DI INDRA
L’acqua è molle, pronta ad adattarsi alla forma di qualsiasi contenitore. In virtù della sua malleabilità, e in virtù della sua stessa azione costante, riesce a modificare quanto di più duro conosciamo, ovvero la pietra. L’estrema cedevolezza dell’acqua rappresenta la sua forza nel momento in cui entra in relazione con un altro elemento, molto più duro, consistente, afferrabile. Il rapporto molle/duro, così come il debole/forte, si capovolge.
Da questa premessa è partito il nostro lavoro, per affermare prima di tutto che la realtà, e la terminologia con la quale noi la rappresentiamo e la raccontiamo, va indagata in tutta la sua complessità.
L’acqua si presenta a noi in tante forme: pioggia, neve, lago, mare, ghiaccio, fiume … “L’acqua” ripetiamo spesso, “è dappertutto, ci circonda”, “noi siamo acqua, l’acqua è vita”. Mentre affermiamo questo sappiamo che non a tutti gli esseri umani, che di acqua necessitano per la propria esistenza in egual misura, è dato usufruirne allo stesso modo. L’acqua è oggetto di interessi, affari, sempre più si allontana dall’essere un diritto.
Può capitare però che anche una riserva d’acqua enorme arrivi a rappresentare, nell’esperienza e nel pensiero di alcuni, un sopruso.
Con i ragazzi della scuola media “Nicola Sole” siamo andati a visitare il lago di Monte Cotugno, una delle dighe più grandi d’Europa, costruita sul territorio di Senise negli anni ’70. La diga, che può arrivare a contenere 530 milioni di metri cubi di acqua, quando nel 1983 entrò in funzione sommerse 3.000 ettari di terreno fino a quel momento coltivati, fonte di reddito per 700 famiglie e di lavoro per 3.000 persone, che si trovarono a un certo punto costretti a lavorare terreni molto meno fertili e produttivi o, addirittura, a cambiare lavoro e paese. Senise era allora una località a forte vocazione agricola: dove oggi c’è acqua prima vi erano orti, vigne, uliveti.
Nel racconto del signor Gaspare, che è venuto a incontrarci a scuola, abbiamo colto il rammarico, non ancora svanito, per essere stato strappato dai suoi terreni. E ancora di più per essere stato costretto a rinunciare al suo lavoro inutilmente, non avendo la diga, secondo lui e secondo molti contadini, portato crescita e sviluppo al paese come invece era stato promesso.
La costruzione della diga ha modificato profondamente Senise, ne ha modificato il paesaggio, l’economia, il clima, insomma la vita.
Il lavoro svolto a scuola può essere sintetizzato con alcune parole e altrettanti concetti fondamentali: cambiamento, adattabilità, forza. Il cambiamento, l’adattabilità e la forza dell’acqua che, come abbiamo spiegato, si adegua alle circostanze ma che, allo stesso tempo, agisce sugli altri elementi con i quali entra in relazione. Ma anche il cambiamento, l’adattabilità e la forza degli abitanti di un paese che ha visto la propria vita modificarsi e ha dovuto scegliere coraggiosamente altri cammini.
Con i ragazzi, a scuola, abbiamo sottolineato che l’acqua è un bene vitale, un Bene Comune, appartiene a tutti e non va sprecata. Abbiamo provato a “sentire” l’acqua, ad essa abbiamo contrapposto la pietra, per indagare le diverse sensazioni che entrambe ci davano. Abbiamo condiviso le diverse notizie sulla disponibilità e sul consumo di acqua nel mondo. Abbiamo provato a rappresentare con il corpo alcune caratteristiche dell’acqua e della pietra. Ciascuno ha trascritto su un grande foglio trasparente comune un pezzettino di una poesia, “Notizie sull’acqua” di Erri De Luca, nella quale viene sottolineata la presenza dell’acqua in tutte le cose e l’importanza che ha per la vita, la responsabilità che ciascuno di noi ha nel non inquinarla e nel non sprecarla. E lo abbiamo fatto dando alla poesia stessa una forma. Abbiamo fotografato l’acqua in vari contenitori. Dalle foto abbiamo ricavato delle sagome e queste si sono arricchite del nostro sguardo e della nostra manualità: qualsiasi forma, osservata da un punto di vista diverso, può diventare altro.
Abbiamo provato, insomma, a far sbocciare punti di vista differenti.

Le foto dei ragazzi

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