Quota di partenza: 1074 m

Lunghezza del sentiero:

Dislivello: 250 m

Percorso categoria: T (itinerario per tutti)

Escursione alla Timpa di vitelli, alla Grotta dei briganti, per conoscere l’aspetto storico, e alla Sorgente Catusa.

Con il pullman si arriva fino al Rifugio Acquafredda, nel comune di San Costantino Albanese, da questo punto parte il nostro itinerario. Si prosegue a piedi verso Timpa di vitelli fino a raggiungere la Grotta dei briganti dove è possibile ancora leggere i nomi dei briganti che vi trovarono rifugio, incisi sulle pareti.

Lungo il percorso troviamo Sorgente Catusa. Da ammirare gli straordinari esemplari di faggio, posti tra le rocce, dove scaturiscono le acque che alimentano la sorgente.  La Sorgente Catusa,  situata lungo la strada forestale, è un vero santuario naturale. È un incantato e nascosto angolo di bosco: enormi massi a forma di altari accatastati uno all’altro circondati da faggi secolari. Alla base delle rocce e al centro sgorgano le acque della sorgente che si trova a 1280 m slm.

 

La valle del Sarmento un territorio e sei piccole comunità Noepoli, Cersosimo, San Costantino Albanese, San Giorgio Lucano, San Paolo Albanese e Terranova del Pollino un intreccio millenario di natura e lavoro. Terra di eccezionale bellezza, si presenta ancora oggi in gran parte integra e selvaggia, offrendo una incredibile varietà di paesaggi ed ecosistemi. Coronata da alte montagne, coperta da boschi di vago sapore primordiale di faggi e abeti bianchi, da lussureggianti foreste e di antichi percorsi. Percorsi legati ad un mondo lontano eppure ancora vivo e presente nella memoria e nelle tradizioni delle sue genti, scenario naturale in cui si svolsero le leggendarie scorribande e le numerose malefatte dei briganti: fatti cruenti, omicidi, storie di assalti, sequestri, ruberie, appostamenti, di cacce all’uomo che il più delle volte si concludevano in bagni di sangue. Tanti i luoghi che, sono in grado di testimoniare tali episodi e suscitare nello stesso tempo emozioni profonde e forti vibrazioni dell’anima. Alcune località, caratterizzate dalla presenza di grotte, rappresentarono il luogo ideale per le soste durante le ripetute scorrerie; altre ancora, per la particolare posizione strategica, vennero scelte come luoghi di vedetta e punti di riferimento e di incontro di uno dei gruppi più temuti e pericolosi della zona: la Banda Franco. Guidata da un ex soldato dell’esercito borbonico, Antonio Franco nato a Francavilla sul Sinni nel 1832, che riuscì ben presto ad attirare a sé le numerose altre bande dei paesi limitrofi e a sconvolgere tra il 1860 e il 1865, i tranquilli centri dell’area del Pollino e della Val Sarmento.

Molte località nel territorio di Terranova di Pollino, furono caratterizzate dal fenomeno di quel periodo, che per la loro posizione strategica, accaddero i più clamorosi episodi briganteschi. La località Duglia, fu teatro di numerosi sequestri e omicidi; la Timpa della Falconara, da sempre ricettacolo della refurtiva e punto di riferimento presso il quale la banda locale incontrava quelle provenienti da altre zone della Basilicata e della Calabria, avvenne il rapimento di un ricco calzolaio, rilasciato alle falde di Serra di Crispo, dopo diversi giorni di prigionia e dietro il pagamento di un cospicuo riscatto. Nelle vicinanze di Timpa Pietrasasso, la Fontana del Salinaro presso la quale nel 1864 venne commesso un triplice omicidio; la Sorgente Catusa, luogo incantevole immersa in un fiabesco bosco di faggi secolari, conserva le tracce del loro passaggio; a qualche centinaia di metri dalla sorgente si erge Timpa Vitelli  in cui desta particolare interesse la così detta “Grotta dei briganti“, un luogo mitico per eccellenza ed estremamente suggestivo, sulle cui pareti sono stati rinvenuti incisi, i nomi e le date di coloro che vi trovarono rifugio e che secondo la tradizione orale popolare nasconde ancora l’inestimabile tesoro, frutto delle razzie effettuate nel corso degli anni. In questa località secondo le fonti venne commesso nel 1865 l’ultimo cruento reato della banda, l’uccisione di due pastori sospettati di tradimento; dopo poco tempo, nel Novembre dello stesso anno tutti i componenti della stessa compreso Antonio Franco, vennero catturati a Lagonegro e dopo un rapido processo, fucilati sul Colle di Montereale a Potenza il 31 Dicembre 1865.

Visitare questi luoghi e ripercorrere le storie verosimili e le leggende di uomini d’altri tempi, respirare i profumi e godere dei colori della vegetazione, immergersi completamente nei rumori del bosco e arrivare a perdere il contatto con la realtà di tutti i giorni è un’esperienza fortissima che solo un luogo così unico e suggestivo, come la Val Sarmento, può regalare.