Quota di partenza: metri 650

Lunghezza del sentiero: 3 km se si sceglie di fermarsi in località Dispensa; 4,5 km se si prosegue fino al recinto dei cervi.

Dislivello: metri 140 fino al recinto dei cervi

Tempo di percorrenza comprese le soste: 3 ore circa A/R fino alla località Dispensa, 4 ore A/R fino al recinto (5 ore comprese le soste)

Percorso categoria: T (itinerario per tutti)

Bosco Magnano è un esteso bosco costituito da Cerri e Faggi con esemplari maestosi, ricco di acque superficiali e attraversato dal Torrente Peschiera, biotopo di notevole importanza, dove vivono la lontra e la trota fario. Cerri, faggi, carpini, ontani, salici, pioppi, frassini sono alcune delle specie arboree presenti: un ambiente fiabesco, con una lussureggiante vegetazione ripariale che racchiude il torrente Peschiera in una verde e fittissima volta tra cui spicca il farfaraccio, una composita erbacea con foglie reniformi di eccezionale grandezza.

In questo tratto di foresta è presente lo scoiattolo meridionale che si differenzia dalle altre sottospecie di scoiattoli per avere dimensioni leggermente superiori e livrea quasi completamente nera invece che rossa. Il Torrente Peschiera è anche frequentato da alcuni anfibi di eccezionale interesse, come la salamandrina dagli occhiali e l’ululone appenninico.

 

Si parte scendendo alla confluenza del Torrente Peschiera col Fiume Frido, seguendo la strada sterrata che si dirama dalla provinciale. Dalla confluenza si risale il torrente Peschiera lungo la sponda destra seguendo il sentiero che nella prima parte costeggia il vecchio canale di adduzione dell’acqua al vecchio Mulino Fasanelli. In prossimità di un’ampia e suggestiva piana coperta dal bosco ci si allontana dalla riva del torrente e si prosegue fino a incontrare la pista forestale. Si prosegue fino alla località Dispensa. Da qui si può tornare indietro o proseguire fino al recinto di reintroduzione dei cervi.

Il sito ospita un recinto di reintroduzione, un tempo del capriolo (Capreolus capreolus), oggi del cervo (Cervus elaphus). Tra i cervidi presenti in passato nell’area del Parco Nazionale del Pollino, infatti, si potevano annoverare entrambe le specie, perseguitate fino alla quasi estinzione della prima e alla scomparsa della seconda, avvenuta circa un secolo e mezzo fa. Il Parco Nazionale del Pollino, oltre ai progetti di conservazione realizzati negli anni passati sul lupo, sul capriolo, sulla lontra e sui rapaci, ha reintrodotto il cervo e il grifone.