Le comunità albanesi rappresentano una opportunità per conoscere la storia antropologica più recente del Pollino, attraverso le tradizioni religiose e culturali dei loro abitanti. Qui si intrecciano tradizioni linguistiche e culturali che affondano le radici prima ancora della Magna Grecia.
La formazione delle comunità arbëreshë nell’Italia meridionale, e particolarmente nell’area del Pollino, risale alla seconda metà del XV secolo. Le vicende storiche sono riconducibili al sopravvento dei turchi che, dopo la conquista di Costantinopoli nel 1453, indirizzarono le loro mire espansionistiche verso l’occidente cristiano.

Nel corso di cinque secoli le comunità arbëreshë hanno tramandato, di generazione in generazione, la propria lingua, le tradizioni, usi e costumi. Una componente fondamentale della cultura italo-albanese è costituita dai riti religiosi greco-ortodossi e dall’architettura a essi legati.

San Paolo Albanese è uno tra i più piccoli comuni del Parco del Pollino (292 abitanti al 1° gennaio 2015).  Sarebbe stato fondato da profughi albanesi provenienti da Korone occupata dai turchi. Nel paese è ancora possibile incontrare anziane donne in costume tradizionale e visitare il Museo della cultura arbëreshë, all’interno del quale è ben illustrato il ciclo della lavorazione della ginestra.

Ha assunto la denominazione di San Paolo con R.D. del 1863. Poi con R.D. del 1936 è stato denominato Casalnuovo Lucano e finalmente con D.P.R. del 1962 ha riassunto la denominazione di San Paolo Albanese.