Il Centro storico, pur con notevoli modifiche e ristrutturazioni al suo interno, ha mantenuto la struttura originaria e costituisce un elemento caratterizzante del paesaggio. Comprende il primo nucleo abitativo di Latronico, articolato e ventagliato intorno al “castello baronale” di cui oggi non rimane alcuna traccia, e alla Chiesa di San Nicola. Tale nucleo urbano è caratterizzato da una architettura povera: le case sono addossate l’una alle altre a mo’ di anfiteatro, senza alcun ordine o simmetria. Le strade sono tortuose e strette e solo una, via Dante Alighieri, attraversa il centro storico per l’intera lunghezza, partendo da Piazza Umberto I e giungendo sino alla Chiesa Madre di Sant’Egidio. In via Dante Alighieri, e tra i vicoli del centro storico è possibile imbattersi in altri edifici arricchiti da portali in pietra, opera di scalpellini locali appartenenti ad una tradizione artigianale che raggiungeva, per la fattura di alcuni pezzi, il valore di un vero e proprio artigianato artistico.

La Basilica Pontificia Minore di Sant’Egidio Abate, fu edificata, o meglio ampliata, sui resti di una chiesa già esistenti. La data probabile dell’ampliamento è quella del 1570, quando la statua del Santo, cui la chiesa fu dedicata, fu scolpita. Essa crollò in parte a causa dei terremoti del 1837 e del 1857, la ricostruzione fu ultimata nel 1859. L’effetto di quei terremoti è forse alla base della costruzione così come si presenta oggi: bassa e con colonne mastodontiche. L’interno presenta due navate laterali; il presbiterio si eleva di un gradino sul resto della chiesa, e presenta al centro l’altare maggiore, di forma di parallelepipedo rettangolare avente per pannello, una tavola di bronzo artisticamente cesellata rappresentante il cenacolo. Lateralmente all’altare è situato il coro di legno pregiato, opera dei falegnami locali F.lli Rossi. La volta, a mezza botte è divisa in quadrilateri bordati da cornici di stucco, in mezzo alle quali si trova, in corrispondenza delle singole arcate, un quadro dipinto con affresco rappresentante una scena del vecchio testamento, opera del pittore Sebastiano Paradiso. L’unico altare di pregio è quello del Protettore, lavorato con marmo locale nel 1833, adornato con altro marmo speciale nel 1969. Sulla parete destra della cappella di Sant’Egidio, vi è un affresco raffigurante l’incontro del Santo col Re Wamba, nell’eremo, e sotto al quale si leggono due iscrizioni riguardanti il miracolo della Santa Manna e il ritrovamento da parte del Re e la nutrizione col latte della cerva. Anche le due acquasantiere, poste sulle prime colonne della navata centrale sono state fatte con marmo di Latronico da scalpellini locali nel 1859. La Chiesa di Sant’Egidio fu proclamata Basilica Minore dal Pontefice Paolo VI, nel 1971.

Alle spalle della Chiesa di Sant’Egidio si estende via Calvario dove, appena all’inizio di essa, si trova un’antica stele eretta nel 1862, sul cui tronco di pietra oltre ad una meridiana è riportata la seguente frase in latino “Ora ne te rapiat hora”.

Alla fine di via Calvario è possibile ammirare delle barriere naturali dette “Calanchi”, che delimitano il centro storico del paese e che costituiscono una forma mista di erosione e colamento dei terreni argillosi. Esse si presentano come un ventaglio di creste affilate che, disposte una accanto all’altra, delimitano impluvi stretti e ripidi prodotti dall’incisione della superficie argillosa.

La fine di via Calvario rappresenta pure uno dei punti panoramici più suggestivi del paese, da essa è possibile vedere le montagne del Massiccio del Pollino, dei Monti di Lauria, di Colle dei Greci, della vallata di Fiumitello e gran parte della Vallata del Sinni.

La Chiesa di San Nicola, datata secolo XII, domina il paese e costituisce uno degli edifici più caratteristici del centro storico. È a navata unica con torre campanaria quadrata. L’esterno in semplice muratura, presenta un caratteristico porticato. All’interno, l’altare maggiore è su un piano rialzato rispetto alla platea e presenta il quadro della Madonna della Pietà.

Intorno alla Chiesa di San Nicola si sviluppa il complesso labirinto di stradine e vicoli, detti in dialetto “carrare”, le quali hanno larghezza di poco superiore o inferiore al metro. Le “carrare”, sono per lo più tortuose, ripide gradinate, originariamente ciottolate e oggi quasi tutte in blocchi di pietra. Ombrose d’estate sono protette in inverno, dai gelidi venti, dalle cortine delle case.

Poco distante dalla Chiesa di San Nicola si trova Largo Eleonora Pimentel, il punto più alto del paese e uno dei versanti panoramici più consoni per consentire la fruizione del paesaggio. Insieme a quello di via Calvario, san Vito e Croce di sotto è uno dei punti di osservazione privo di barriere visuali, che offre l’opportunità di una contemplazione del paesaggio in senso assoluto.