Educazione ambientale per gruppi e famiglie

Campi estivi diurni

Durante il periodo estivo il CEAS Il Cielo di Indra organizza i campi estivi per bambini e ragazzi. Il campo estivo è un’occasione per sviluppare la propria autonomia, per sperimentarsi e conoscere meglio i propri limiti e le proprie capacità, per migliorare nelle relazioni e confrontarsi con la diversità, per conoscere da vicino nuovi ambienti.

Ogni appuntamento si svolge nell’arco della giornata, al temine della quale i bambini/ragazzi rientrano a casa.

La finalità del campo è conoscere l’ambiente in modo esperienziale, avventuroso e divertente, per favorire nei bambini un forte legame emotivo con la natura e, così facendo, sviluppare e diffondere una mentalità ecologica. I bambini che partecipano al campo entrano in contatto diretto con l’ambiente attraverso tracce, segnali, forme, suoni e colori; osservano, scoprono, stabiliscono con la natura un contatto sensoriale, corporeo; usano fantasia e immaginazione per immedesimarsi e cogliere i legami che legano ogni essere vivente al suo ambiente; conoscono da vicino animali, piante, maestosi alberi, habitat; imparano a distinguere i segni della presenza dell’uomo nella natura e le trasformazioni apportate; usano i linguaggi artistici per raccontare l’esperienza fatta e ascoltano storie, leggende, fiabe, miti.

Il campo non è solo scoperta dell’ambiente esterno. Il campo è vita in comune, ascolto e narrazione, piccole responsabilità, rispetto delle regole, gestione dei conflitti, condivisione, cooperazione. È anche scoperta dei propri limiti e delle proprie capacità, delle paure; è sperimentarsi nel gioco e nei linguaggi dell’arte. Il gruppo di lavoro del CEAS ha scelto come tema portante della sua attività quello delle relazioni, in quanto reputa che la relazione, e perciò il legame e la cura che il singolo individuo dedica a se stesso, agli altri suoi simili e all’ambiente, sia il punto cruciale dell’ecologia e della sostenibilità per favorire cambiamenti concreti.

 

Sostegno alle genitorialità

keith-haring-pisaÈ parere oramai diffuso tra gli studiosi che la grande crisi che sta attraversando il mondo dell’educazione sia in qualche modo legata al consumismo dilagante, un consumismo che ha effetti estremamente negativi sul rapporto tra generazioni, sulla crescita e lo sviluppo dell’individuo e sul suo rapporto con la società. In un sistema tutto votato al possesso e al consumo, è ovvio che il tempo da dedicare alle relazioni diventi un lusso, con tutto ciò che ne consegue sul piano del rapporto genitori/figli.

Una grande mistificazione alimentata dalla nostra società è che un’economia capitalista accresce il benessere di tutti gli individui, anche di quelli più poveri. La società dei consumi per reggersi ha bisogno di vendere prodotti, pertanto si fonda sulla convinzione che la felicità si raggiunga possedendo cose: il consumismo genera continui nuovi bisogni e li alimenta attraverso la pubblicità. L’abitudine che ci muove verso il possesso-uso-consumo e ricambio di quel che ci circonda, conduce verso un cambiamento dell’essere, diventa difficile liberarsi da tale ingranaggio: le cose, gli oggetti, di cui pensiamo di non poter fare a meno, possono diventare addirittura “ingombranti” e impedire di stare bene; il nesso tra oggetti, cose e felicità non è così solido come pensiamo. Questo tema, e con esso l’uso smisurato di nuove tecnologie e televisione, merita perciò di essere approfondito insieme a coloro che svolgono la principale azione educativa, ovvero i genitori.

La proposta che qui viene presentata riguarda un percorso di sostegno alla genitorialità, a partire dai temi che attualmente rendono particolarmente problematico il rapporto genitori/figli e con una particolare attenzione verso le questioni legati alla sostenibilità ambientale e sociale: gli spechi, l’inquinamento, la distribuzione delle ricchezze e la solidarietà. Se da un lato bisogna assicurare un accesso alle risorse più equo, dall’altro si tratta di uscire dal meccanismo di assuefazione al consumo.

Il percorso vuole intervenire concretamente sugli stili di vita e si svilupperà su tre fasi, ciascuna dedicata all’approfondimento di un aspetto specifico: il limite e le regole come fonte di rassicurazione e opportunità; i desideri che aiutano a crescere e a quelli che si impadroniscono della persona e si trasformano in costrizione; la “leggerezza”, il piacere della semplicità e della relazione senza l’ingombro di oggetti; il bisogno di comunità.

 

Laboratorio di arte e natura per ragazzi

Attività artistica, ambientale, di progettazione e realizzazione partecipata.

L’esperienza si basa sulla necessità, per i ragazzi, di scoprire la propria realtà territoriale, in particolare l’ambiente naturale che in questa occasione diventa spazio laboratoriale, adeguato alla sperimentazione di forme artistiche e di relazione. Al centro dell’attenzione vi è la natura e i suoi elementi, la sua ricchezza e varietà, i numerosi stimoli creativi e le diverse tecniche naturalistiche di intreccio, costruzione, assemblaggio.

Il laboratorio è un’esperienza diretta, coinvolgente, è la ricerca continua di diversi punti di vista, un invito a fermarsi, ad ascoltare, a osservare, a scoprire legami. E l’arte, con la sua capacità di sintesi, lo strumento che ci mette in contatto con questa realtà e ci aiuta a comunicarla. L’arte e la natura sono due mondi in continuo dialogo fra loro, un universo di immagini, suggestioni ed emozioni che si intrecciano e suggeriscono punti di vista sempre nuovi; la natura ha ispirato l’arte di ogni epoca e ne ha fatto il fulcro della sua poetica in modo nuovo ed originale.

Sono previsti momenti di didattica ambientale e dell’arte, attività ludiche e di socializzazione, osservazione e raccolta dei materiali, proiezioni di immagini sulla Land Art e attività di progettazione in gruppo mirate alla realizzazione di un’opera d’arte con materiali naturali.

 

Laboratori di narrazione

Il bosco appartiene al mondo immaginario, da sempre viene raccontato come luogo fantastico, avventuroso, a volte anche inquietante, buio, chiuso, dove è facile perdere l’orientamento, in cui ci si può misurare con i propri limiti, luogo di iniziazione. Nella fiaba il bosco è abitato spesso da strane creature ma è anche il luogo in cui tutto è possibile, persino trovare case di marzapane. Il bosco, insomma, è un luogo dell’anima dove si può entrare, ritornare, perdersi e ritrovarsi, dove possono accadere cose agghiaccianti e strabilianti allo stesso tempo.

Da sempre, per la ricchezza che lo abita e per ciò che rappresenta, il bosco è stato raccontato. Ma noi sappiamo che ogni bosco ha infinite storie da raccontare, ancora e per sempre, non solo ai più piccoli ma a chi vuole e sa ascoltarle, a chi sente di potersi mettere in cammino e affrontare la fatica per arrivare dritto alla sua presenza e alla sua voce. Storie di alberi, di animali, di fiori, di suoni, storie scritte nelle tracce, nei nidi, nell’avvicendarsi delle stagioni e nei richiami. Il racconto in natura si arricchisce di sensazioni, di emozioni, di conoscenza autentica, elementi fondamentali per costruire legami. È attraverso il racconto che vogliamo risvegliare il senso di appartenenza alla terra e perciò di protezione. Nel racconto scopriamo sempre qualcosa di noi, qualcosa che ci riporta all’antico legame con la natura. “Fiabe, miti e storie offrono un sapere e una comprensione che aguzzano la nostra vista …”. (C.Pinkola Estes)

Il laboratorio prevede momenti itineranti a momenti di sosta. I partecipanti vengono guidati in un percorso fisico e fantastico all’interno del bosco: camminare, sentire il terreno sotto i piedi, i profumi, scoprire una quantità incredibile di colori e i diversi tipi di luce, toccare cortecce, sassi, fili d’erba… Di tanto in tanto ci si ferma per incontrare esseri viventi e immaginari, fare la loro conoscenza, sintonizzarsi con il mondo circostante. Ci si siede per terra, in cerchio, per ascoltare una storia del bosco tra i cespugli e gli alberi. Ma ascoltare è sempre anche un po’ inventare, creare. E per questo la storia ascoltata, i suoi personaggi, gli accadimenti saranno lo stimolo per inventare altre storie.